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Grotte

Il fenomeno carsico che caratterizza la continua metamorfosi fisica delle candide rocce calcaree delle falesie rocciose di Capo Caccia e Punta Giglio, ma anche degli stessi complessi collinari di Monte Doglia-Monte Palmavera, ha dato luogo alla formazione, durante le varie ere geologiche, di un complesso mosaico di grotte emerse e sommerse di notevole valore naturalistico e di interesse internazionale.

Le grotte sommerse oggi sono meta di tanti appassionati di immersioni subacquee per la loro notevole bellezza, accessibilità e ricchezza di flora e fauna marina. Complessivamente le grotte dell’ Area marina protetta di Capo Caccia-Isola Piana fruibili in immersione autorizzata sono 14, ma sono oltre un centinaio quelle che costellano i fondali delle riserva protetta.

Tra le grotte emerse quella che per eccellenza è senza dubbio la più nota al pubblico è la Grotta di Nettuno, situata a Capo Caccia e raggiungibile via terra attraverso la panoramica e mozzafiato  “escala del Cabirol”, scavata nella parete della falesia, oppure anche via mare con i traghetti.

Di recente apertura anche la Grotta Verde, che deve il suo nome al fenomeno di crescita di cianobatteri ed alghe sulle pareti rocciose, grazie alla luce naturale che entra nella camera principale dal maestoso accesso alla grotta. Alla grotta si accede nel periodo primaverile estivo, tramite una comoda scalinata e si visita per gruppi contingentati con l’ausilio di audioguide in più lingue. Le imponenti colonne sono un elemento caratteristico così come la sua importanza dal punto di vista archeologico, essendo stata frequentata in epoca preistorica ed altomedioevale.